La mia formazione
Ho conseguito la laurea triennale in Scienze e Tecniche di Psicologia Cognitiva e la laurea magistrale in Psicologia a indirizzo neuroscientifico presso l’Università degli Studi di Trento.
Dopo la formazione universitaria, ho svolto diversi tirocini professionalizzanti presso l’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari di Trento, maturando esperienza sia nell’ambito della psicologia dell’adulto presso il Centro Servizi Sanitari (CSS), sia in contesto ospedaliero presso l’Ospedale Riabilitativo Villa Rosa.
Dopo l’abilitazione alla professione di psicologo, conseguita presso l’Università degli Studi di Pavia, ho scelto di proseguire la mia formazione ed attualmente frequento la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale Academy of Behavioral Sciences. In questo percorso approfondisco approcci evidence-based come la Schema Therapy, la Mindfulness, l’Acceptance and Commitment Therapy e la Compassion Focused Therapy, con l’obiettivo di offrire interventi personalizzati e scientificamente fondati.
La mia esperienza
Durante la mia formazione accademica ho avuto l’opportunità di svolgere diverse esperienze formative in contesti clinici differenti, tra cui RSA, Hospice e strutture ospedaliere. Questi percorsi mi hanno permesso di sviluppare importanti competenze trasversali, quali la capacità di ascolto empatico, la comunicazione efficace in situazioni di fragilità, la gestione del colloquio clinico in contesti ad alta intensità emotiva, il lavoro in équipe multidisciplinare e un approccio attento e non giudicante alla sofferenza psicologica.
Per diversi anni, ho lavorato come educatore professionale in appartamenti protetti per minori con fragilità sociali, educative e psicologiche. Questo ruolo mi ha permesso di entrare in contatto diretto con la complessità del mondo adolescenziale, confrontandomi quotidianamente con i bisogni, i vissuti emotivi e le difficoltà relazionali dei giovani.
L’esperienza educativa ha rappresentato per me una base fondamentale per sviluppare una comprensione profonda delle dinamiche emotive e comportamentali degli adolescenti, riconoscendo come fattori familiari, sociali e culturali possano influenzare in modo significativo il loro modo di stare nel mondo. Il lavoro in questi contesti mi ha insegnato l’importanza di costruire relazioni basate sulla fiducia, di offrire una presenza stabile e di sostenere i ragazzi nel processo di costruzione dell’identità, aiutandoli a trovare un equilibrio adattivo e un senso di appartenenza.
A partire da giugno 2024, grazie all’assegnazione di una borsa di studio dell’Associazione Pronti Qua, con la quale collaboro attivamente, mi occupo di fornire supporto psicologico a pazienti ricoverati presso il reparto di Neurochirurgia dell’Ospedale Santa Chiara di Trento. Il servizio è orientato a prendersi cura dell’impatto emotivo e psicologico che condizioni cliniche complesse – come tumori cerebrali, patologie organiche o vissuti di lutto – possono avere sulla persona, accompagnando il paziente nel processo di adattamento alla malattia e alle sue conseguenze. Questa esperienza rappresenta per me un percorso di profonda crescita, sia personale che professionale, permettendomi di affinare competenze legate alla presenza autentica, all’ascolto rispettoso e alla capacità di accogliere il vissuto dell’altro senza giudizio.
Particolarmente centrale nel mio percorso è il tema del fine vita e della psicologia palliativa, ambito che sento profondamente affine. Grazie a percorsi di formazione specialistica online e ai tirocini svolti presso l’Hospice Cima Verde, ho potuto approfondire il significato psicologico della perdita, del cambiamento e dei processi di trasformazione e riorganizzazione personale che possono emergere anche nei momenti di maggiore vulnerabilità.
Interessi personali e pratica clinica
I miei interessi personali rappresentano una parte integrante del mio modo di lavorare in ambito clinico. In particolare, la passione per la cultura e l’arte orientale ha contribuito a sviluppare uno sguardo aperto, flessibile e non giudicante verso l’esperienza umana, elementi centrali nei modelli cognitivo-comportamentali di terza ondata. Questo orientamento è fortemente in linea con i principi dell’Acceptance and Commitment Therapy (ACT), che promuove la consapevolezza del momento presente, l’accettazione dell’esperienza interna e la possibilità di scegliere comportamenti coerenti con i propri valori.
L’esposizione a prospettive culturali differenti ha favorito in me una maggiore flessibilità psicologica, obiettivo cardine dell’ACT, permettendomi di accompagnare le persone nel riconoscere e accogliere i propri vissuti emotivi senza evitarli o giudicarli, ma imparando a relazionarsi ad essi in modo più funzionale.
La pratica dei giochi di ruolo si integra in modo naturale anche con il lavoro in Schema Therapy, dove l’esplorazione delle diverse parti di sé (o mode) e delle esperienze relazionali precoci rappresenta un passaggio fondamentale del percorso terapeutico. L’abitudine a sperimentare punti di vista differenti ha rafforzato la mia capacità di comprendere i vissuti emotivi profondi, facilitando un lavoro clinico orientato alla consapevolezza, alla rielaborazione delle esperienze e alla costruzione di nuove modalità di risposta più adattive.
Questi interessi contribuiscono a un approccio clinico flessibile, creativo e personalizzato, in cui la relazione terapeutica diventa uno spazio sicuro per esplorare significati, emozioni e schemi di funzionamento, promuovendo un cambiamento autentico e duraturo nel rispetto dell’unicità di ciascuna persona.
